Remote working – Le aziende rimborsano i costi?

Remote working – Le aziende rimborsano i costi?

Un originale articolo su fastcompany.com, recentemente pubblicato, riporta i risultati di un sondaggio condotto da Buffer, Workfrom, Hubstaff e Doist su un campione di 1.900 remote workers provenienti da oltre 90 Paesi impegnati con diverse aziende, sulle spese che questi ultimi devono sostenere, spesso in maniera del tutto autonoma.

Si pensa spesso al lavoro da remoto come ad un paradigma lavorativo non solo flessibile, che permette al worker di gestire il proprio tempo e il proprio lavoro in maniera quasi del tutto autonoma; lavorare da remoto è anche, molto spesso, sinonimo di risparmio economico. Eppure, secondo il sondaggio precedentemente introdotto, molti remote workers non vengono supportati dalle loro aziende nel sostenere i costi del loro lavoro: il 78% degli intervistati dichiara di dover pagare autonomamente le tariffe per la connessione alla rete Internet, mentre il 76% afferma di provvedere per conto proprio al pagamento per l’accesso agli spazi adibiti al co-working.

C’è ancora qualcosa da cambiare, da migliorare, per fare in modo che lavorare da remoto possa davvero essere così agevole e flessibile. E bisogna agire, non solo perché il lavoro da remoto è un paradigma lavorativo in rapida espansione al quale un numero sempre maggiore di aziende si avvicina, ma soprattutto perché il lavoro da remoto piace, è appagante: secondo lo stesso sondaggio, il 90% dei workers intervistati continuerebbe a lavorare da remoto per tutta la durata della propria carriera, nonostante le difficoltà ancora da risolvere. Offrire la possibilità di lavorare da remoto è oggi una risorsa fondamentale da parte di un’azienda; motivo per cui, tale possibilità andrebbe organizzata e curata in modo tale da poter garantire un’esperienza lavorativa pienamente soddisfacente.

Fonte: fastcompany.com

Leggi l’articolo completo: https://www.fastcompany.com/40538603/employees-are-bearing-the-cost-of-remote-working-themselves