"Risorse dalla rete"

Upwork è stata costituita 18 mesi dopo che Elance e oDesk hanno annunciato la loro fusione in data 18 dicembre 2013 per creare Elance-oDesk, un ambiente di lavoro on-line con un totale di 8 milioni di utenti registrati. Upwork consente ai clienti di intervistare, assumere e lavorare con i liberi professionisti e le agenzie attraverso la piattaforma. Essa è dotata anche di una chat in tempo reale al fine di stabilire contatti immediati.

A partire da giugno 2016, Upwork riporta $ 1B di fatturato annui, 12 milioni di liberi professionisti iscritti e 5 milioni di clienti in tutto il mondo. UpWork permette lavori su app e lo sviluppo di software, ingegneria e scienza dei dati, servizi creativi come la progettazione grafica e la scrittura, le imprese e lavori di carattere amministrativo, ecc. Questa rapida rassegna delle piattaforme di outsourcing, pone in evidenzia che oggi il panorama delle possibilità lavorative offerte dalla rete è notevolmente ampio e variegato e che gli ambiti in cui è possibile trovare opportunità sono in costante evoluzione. Non bisogna, però, dimenticare che per riuscire a districarsi nel fitto mondo del lavoro da remoto è importante possedere competenze di taglio tecnico-specifico, ma anche e soprattutto dimestichezza con la rete Internet e con i principali tool per il remote working, nonché con almeno una lingua straniera (l’inglese, in particolare). E infine, intraprendenza, flessibilità e creatività diventano caratteristiche sempre più importanti e necessarie per trovare la propria strada e realizzarsi nel mondo del remote working.

E’ una piattaforma tutta italiana, quindi molto facile da capire e molto intuitiva. Per Addlance inizia tutto nel 2014 quando la piattaforma raccoglie le prime adesioni con la versione “beta” per poi crescere nel 2015 fino ad arrivare a 6.000 iscritti grazie ad una piattaforma sempre più evoluta. Oggi gli iscritti sono oltre 20.000. Ogni freelance si può registrare subito gratuitamente. Dopo la registrazione, cliccando sul bottone “trova lavoro”, è possibile scegliere una categoria tra la lista di tutti i progetti pubblicabili dalle aziende:

o Sviluppo Siti Web

o Mobile e Programmazione

o Design e Multimedialità

o Scrittura e Traduzione

o Vendite e Marketing

o Supporto Amministrativo

o Commercialisti e Avvocati

o Fotografi, Audio & Video

o IT & Networking

o Ingegneria & Architettura

 

Appena scelta la categoria, una tabella permette di visionare tutti i progetti attivi, una breve descrizione, il budget, la scadenza e l’eventuale carattere di urgenza del relativo incarico professionale. Nell’ultima colonna della tabella troviamo invece i requisiti richiesti per i canditati.

Scelto un progetto, si può leggerne la descrizione, conoscere il numero dei candidati, quindi fare l’offerta.

Per le aziende, è possibile non solo presentare un progetto di lavoro ma anche consultare le schede tecniche di tutti i freelance suddivisi per categorie. La scheda tecnica ci mostra dati anagrafici, il rating delle sue prestazioni professionali, il budget totale guadagnato sulla piattaforma, le abilità principali e una breve descrizione personale. In tal modo, le aziende possono anche individuare delle professionalità per incarichi più strutturati e non legati ad un singolo progetto.

Freelancer.com conta oltre 27 milioni di utenti registrati per un totale di circa 14.000.000 annunci di lavoro pubblicati. Tra gli ambiti lavorativi in cui è possibile trovare lavoro su Freelencer.com, è l’informatica il settore da cui proviene il maggior numero di offerte (122 443 offerte registrate), seguita da design, media e architettura (92 571 offerte), redazione e contenuti (32 159 offerte), vendita e marketing (23 152) e infine il settore traduzioni (5868 offerte). Questo è lo scenario globale; per quanto riguarda l’Italia, questi numeri tendono a ridursi notevolmente: 7769 gli italiani registrati sulla piattaforma, di cui solo 177 campani. Gli annunci provenienti dal nostro paese e scritti in lingua italiana sono solamente 450, comprendenti tutte le categorie e le competenze messe a disposizione dalla piattaforma per classificare le offerte e le richieste di lavoro.

Si tratta del più grande sito web mondiale dedicato all’outsourcing per le piccole imprese. La piattaforma aiuta a entrare in contatto oltre 7 milioni di imprenditori e liberi professionisti a livello mondiale da oltre 240 Paesi.

Freelancer.com, chiamato anche Ebay del lavoro, è stata fondata nel 2004 in Australia. Freelancer.com “aiuta le piccole imprese a trovare la collaborazione di freelance preparati e, dall’altro, offre ai professionisti la possibilità di acquisire nuovi lavori offerti da aziende di tutto il mondo” (Matt Barrie, fondatore di Freelancer.com). Ebay del lavoro, dicevamo, perché Freelancer.com funziona proprio come il noto sito d’aste online. Infatti, invece di vendere e offrire beni, permette ad aziende e professionisti di offrire e acquistare servizi. Questo sistema tende a sfavorire chi punta a massimizzare i guadagni su ogni progetto eseguito. Per questo è preferibile individuare i “prezzi medi del mercato” a seconda del tipo di prestazione offerta.

Le aziende, che hanno un progetto e un budget, ma che non hanno le competenze necessarie, possono pubblicare un annuncio che descrive la propria esigenza, specificando il budget a disposizione. In poco tempo, freelancer di tutto il mondo inizieranno a presentare offerte che il committente selezionerà in base al prezzo e alla valutazione della qualità. L’azienda autorizzerà il pagamento al freelancer solo quando saranno raggiunti gli obiettivi. Ogni freelancer, invece, ha un proprio profilo pubblico in cui raccoglierà le valutazioni dei suoi lavori.

Tramite l’utilizzo della rete, oggi le aziende offrono lavoro e ricercano adeguate figure professionali in grado di poter ultimare determinati compiti, più o meno complessi. E’ sempre più diffusa, infatti, la prassi per cui un’azienda che abbia necessità di portare a termine un progetto complesso, si rivolga a lavoratori autonomi, “esterni” all’organizzazione dell’azienda. Allo stesso modo, lavoratori autonomi (freelance, microworkers) hanno, sempre grazie al web, la possibilità di ricercare opportunità lavorative e di svolgerne tutte le fasi sempre mediante gli strumenti della rete.

In buona sostanza, la necessità di adattarsi al mondo attuale, sempre più digitalizzato, ha fatto sì che le modalità operative delle aziende in numerosi settori siano radicalmente mutate. La dinamica di questo moderno incontro e scambio fra la domanda e l’offerta di lavoro sul web viene definita con l’espressione “outsourcing online”. Con “outsourcing” si intende l’approvvigionamento esterno da parte di un’azienda, che affida determinati incarichi temporanei a lavoratori autonomi provenienti dall’esterno, non appartenenti all’impresa stessa che offre il lavoro (non a caso, infatti, in italiano il termine “outsourcing” potrebbe corrispondere all’espressione “ricerca di una fonte esterna”). Quando ciò avviene attraverso specifici spazi sul web, tale attività di outsourcing diventa, appunto, online. Concretamente, l’incrocio della domanda e dell’offerta in Internet avviene in apposite piattaforme, alle quali gli utenti freelance devono essere registrati. Le informazioni personali di ogni worker (qualifiche, competenze tecniche, e così via) devono essere chiaramente specificate, in modo tale da facilitare la ricerca di figure professionali adeguate al compito che si intende affidare. A sua volta, il lavoratore stesso può ricercare, sulla stessa piattaforma, incarichi compatibili con le proprie abilità.

Quando un lavoratore autonomo consegna telematicamente il proprio operato all’azienda per conto della quale ha portato a termine il lavoro, il responsabile dell’impresa assegna non solo il dovuto compenso, ma anche una valutazione del lavoro svolto (di solito, si tratta di un punteggio da uno a cinque), aggiungendo tale giudizio al profilo del freelancer. Le “stelline” che, nella maggior parte dei casi, vengono usate come indicatori di questa valutazione sono di notevole rilevanza. Infatti molti richiedenti, prima di scegliere a chi assegnare un determinato lavoro, analizzano con molta importanza la “reputazione personale” che un freelance ha acquisito nel tempo, risultante proprio dal numero di lavori portati a termine e dalle valutazioni ricevute.

Attraverso le piattaforme di outsourcing online è possibile reperire offerte e pubblicare richieste lavorative di svariata tipologia, in numerosi settori differenti. L’ambito informatico è sicuramente uno dei più gettonati, in cui gli incarichi spaziano dalla creazione di un sito web, all’ideazione di un software gestionale, fino alla gestione un’intera base di dati; ancora, richiestissime sono le traduzioni di testi, la scrittura di articoli per blog o siti web, o infine la gestione di una campagna di marketing.

Dopo aver generalmente spiegato il funzionamento delle piattaforme di outsourcing online, può essere utile una descrizione esemplificativa circa le caratteristiche ed il funzionamento di tre delle piattaforma più utilizzate dai remote worker a livello globale. Leggi gli altri articoli di questa rubrica per i dettagli su alcune piattaforma di successo.